Gambe nude in inverno senza calze, 10 motivi per non farlo

  1. Il freddo. Potrà sembrare banale e scontato, ma il freddo è il primo motivo per non andare in giro con le gambe nude in inverno, perché dovremmo congelarci o prenderci una polmonite in nome di qualche fashion blogger o influencer che non le indossa e le ripudia?
  2. Vi ingannano. La verità non è quella che vedete, non è vero che la gente va in giro a gambe nude, fanno la foto e poi corrono a vestirsi o in un ambiente super riscaldato, infatti, molto probabilmente, quando vediamo star paparazzate a gambe nude è perché stanno uscendo da uno studio televisivo e stanno salendo in limousine.
  3. Ti piace vincere facile. Insomma, voglio proprio dirvi come la penso, abbinare le calze giuste è difficile, con le calze si possono fare veri e propri scivoloni di stile, non metterle è fin troppo facile; mettiamola così, preparare un outfit e omettere le calze rende il lavoro molto più facile a una fashion blogger, stylist o chiunque per lavoro o per divertimento debba mostrare un outfit.
  4. Lo stile italiano. Sì, è vero, ci sono paesi dove le temerarie e abituate abitanti non portano le calze nemmeno in inverno, però, noi siamo italiani, non so se mi spiego, vogliamo davvero prendere consigli di stile da loro?
  5. La storia. Forse non tutti lo sanno, o forse questo concetto è stato dimenticato, la mancanza di calza, prima, era sinonimo di povertà, chi non poteva permettersi le calze disegnava la riga nera (che rappresentava la cucitura) dietro la gamba col carbone per dare l’illusione di avere le calze e sembrare benestante.
  6. Le gambe in inverno sono brutte. Ammettiamolo, in inverno la coscia bianca, la pelle secca e arrossata dal freddo, le venuzze varicose violacee sempre per il freddo, la ceretta che magari non viene fatta accuratamente come in estate, insomma, ma chi ce lo fa fare?
  7. Nella realtà è una cosa ridicola. Quando vediamo un servizio fotografico magari siamo incantate dalla qualità della foto o dalla bellezza della modella o di un capo in particolare, però, pensateci bene, vedere una ragazza con cappotto, pelliccia, sciarpa, guanti, colbacco ecc. e poi con decolletè e gamba nuda o peggio ancora, stivaletto bordato di pelliccia e gamba nuda è una cosa ridicola.
  8. Le decolletè senza calze sono scomode. Nella maggior parte di outfit a gamba nuda le calzature indossate sono solitamente decolletè appuntite con tacco a spillo, fatte rara eccezione di alcuni modelli, la decolletè senza calza fa male, fa malissimo. Saranno pure carine quelle in posa con gamba nuda e decolletè viste in fotografia ma vorrei vederle a camminare coi calli doloranti e i piedi congelati come sogliole.
  9. Rovinate le scarpe. Ci sono scarpe molto belle che durano negli anni, magari esternamente sono nuove, ma dentro? Lo sapete che le scarpe si usurano più all’interno che all’esterno? Una scarpe senza calza si rovina più in fretta e poi con le calze è tutto più igienico.
  10. Il sandalo no. No, il sandalo in inverno è veramente troppo e, badate bene, non vi sto dicendo di mettere il sandalo con la calza, per carità, no, il sandalo no, insomma, se la temperatura o le gambe o i piedi o qualsiasi altro fattore non lo permette, no, non mettete il sandalo.

Volevo ricordarvi che tutto questo vale anche coi jeans completamente strappati o per risvoltini troppo alti, no, non fatelo, se proprio vi piacciono sfoggiateli in primavere.

Quarto anniversario Fashion No Stop: l’evento

Per una blogger gli anniversari del proprio blog sono molto importanti, ci sono blogger, però, che riescono a renderli eventi speciali, è questo il caso di Satine Lacroix che in occasione del quarto anniversario del suo Fashion No Stop ha creato qualcosa di unico capace di attirare molti blogger e designer da tutta la Campania.

L’evento si è tenuto il 31 gennaio al Gran Caffè Margherita di Caserta, per questa occasione la curvy blogger Satine Lacroix ha voluto presentare il suo team che insieme a lei fa sognare tante lettrici, il fil rouge del blog è infatti “fashion for all”.

Come tutte le persone creative Satine ha deciso di presentare il suo team in maniera non convenzionale, lo ha fatto servendosi di una vera e propria “installazione umana”.

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L’installazione umana ovviamente era dedicata al suo blog, in particolare ai principi su cui si fonda, femminilità espressa attraverso la sensualità e la seduzione, modernità attraverso creatività ed evoluzione e infine l’etica.

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Le modelle indossavano creazioni della stessa Satine e sfoggiavano un make up curato da Angela De Luca.

Per le sue creazioni Satine si è ispirata ad Eva Kent e agli angeli di Victoria’s secret nel primo caso, ha reso moderna e creativa una giacca classica facendola evolvere in qualcosa di completamente nuovo nel secondo e per la terza creazione l’ispirazione è stata l’antica grecia in quanto l’etica è un concetto profondamente filosofico.

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L’evento è servito anche a presentare nuove collaborazioni e parlare di tematiche molto legate alla moda ma alle quali spesso non si da la giusta importanza, perché, come dico sempre anche io “la moda è una faccenda seria” e allora Satine e il suo staff si pongono l’obbiettivo di vestire tutte le taglie anche in maniera low cost, ecco cosa significa “fashion for all” e non solo, il blog si occuperà di tematiche ancora più importanti grazie alla collaborazione con la psicologa Dott.sa Ludovica Tiseo, e l’avv. Casale che ha aperto uno sportello anti violenza in Molise con l’associazione “Tutela i tuoi diritti”. Inoltre la Dott.ssa Chiara Costanzo, esperta del mondo Arabo-Islamico sta rendendo possibile un sodalizio con altre culture.

Un bel traguardo per la blogger e il suo team a cui faccio i miei migliori auguri. Continuate a rendere le vostre idee realtà.

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Saturday night outfit fall 2015

Mi sono resa conto che da tanto non postavo i look del sabato sera, e allora eccomi qui, vi racconto cosa ho indossato sabato per una cenetta col mio ragazzo seguita da un giro per locali con gli amici.

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Come ormai ben sapete le immagini dei miei outfit che trovate qui sono solo indicative, vi descrivo i capi realmente indossati da me.
Allora, il mio top è dello stesso modello di quello che vedete in foto, ha però la cerniera, è in lurex grigio metallizzato e presenta dettagli in ecopelle, è della Suerte, brand di maglieria italiana.
La mia gonna è uguale a quella che vedete in foto, molto aderente, a vita alta, io l’ho presa all’Alcott per 2,99 euro a fine saldi.
Il cappello, un panema molto simile a quello in foto l’ho acquistato da Diffusione Tessile.
Le scarpe spuntate che ho io sono in pelle decorate da una grossa cerniera, di SportMax.
Infine, il mio cappottino nero lungo è Guess by Marciano.
Tutti i capi sono di vecchie collezioni.
Ecco infine due foto, dove si vedono meglio i dettagli della maglia e il make up, molto semplice, dato che il rossetto è molto vistoso.
Spero che questo outfit vi sia piaciuto e possa esservi utile.
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Ciaooo
ps:il rossetto è di wycon, fantastico, color sangria

Tutte le VERE tendenze 2015, what goes around comes around

Dando un’occhiata alle sfilate per la prossima primavera estate e iniziando a guardare quelle che si stanno tenendo per il prossimo autunno inverno, leggendo riviste di moda e navigando sul web, non c’è bisogno di un esperto per dire che la moda 2015 è fortemente influenzata ed ispirata dai mitici anni ’70.

Araks ss 2015

Araks ss 2015

blumarine ss2015

Blumarine ss 2015, molto figlia dei fiori

Chloé ss 2015, molto Hippy style

Chloé ss 2015, molto Hippy style

Iceberg ss2015, spirato al tipico abbigliamento casual anni '70

Iceberg ss2015, spirato al tipico abbigliamento casual anni ’70

 

Tenete presente una cosa però, quando si parla di anni ’70 non si parla unicamente di stille Hippy, i figli dei fiori per intenderci, infatti quello stile ha spopolato anche la scorsa estete, quest’anno,invece, vi parlo di anni ’70 in generale perché ho notato contaminazioni della moda di quegli anni in tutti i suoi stili. (Complice anche American Hustle, film che ho amato soprattutto per i costumi in puro stile “chic” anni ’70.)

scena del film American Hustle, splendidi costumi anni '70, da notare la borsa Gucci

scena del film American Hustle, splendidi costumi anni ’70, da notare la borsa Gucci

altra scena del film American Hustle, stavolta abiti da sera anni '70

altra scena del film American Hustle, abiti anni ’70

Amy Adams e Jennifer Lawrwnce in un'altra scena di American Hustle con abiti da sera anni '70

Amy Adams e Jennifer Lawrwnce in un’altra scena di American Hustle con abiti da sera anni ’70

Twiggy super modella icona degli anni '70

Twiggy super modella icona degli anni ’70

Nella moda però, si sa, dalla passerella alla strada c’è un mare, e allora, la moda, quella vera, le tendenze che spopolano sono sempre contaminate da altro, solo dopo la contaminazione si può vedere cosa in realtà è diventato trendy. Tutto questo, appunto, è molto difficile da prevedere, solo pochi eletti che hanno occhio possono prevederli e quindi, (sono una cacciatrice no?) ve li svelo io.

Partiamo dal presupposto che, si, gli anni ’70 avranno molta influenza, ma si sa, nessuno compra gli abiti direttamente dalla passerella o chi lo fa non comprerà intere collezioni, non li indosserà allo stesso modo, tutti gli altri comuni mortali compreranno abiti inspired da brand low cost o comunque abiti nello stesso stile ma di marche più accessibili.

Detto questo, si sa anche che nessuno cambierà per intero il proprio guardaroba, quindi, il risultato, solitamente, stagione dopo stagione, è un mix tra nuovi stili, vecchie tendenze e capi a cui siamo affezionate.

Andiamo ora nel dettaglio, abbiamo detto anni ’70, la prima cosa che viene in mente sono i pantaloni a zampa e a vita alta, (anche se in realtà negli anni ’70 andavano i pantaloni palazzo) ora, i pantaloni a zampa, chi segue la moda lo sa, sono tornati già da qualche anno, ma, non sono diventati tendenza e non sono stati prodotti e messi in commercio in tutti i negozi perché la gente non li voleva, non sapevano fossero di moda e quindi nella realtà non ci sono diventati.

Ora, supponendo che quest’anno tornino per davvero, chi avrà il coraggio di indossarli a zampa e vita alta? nessuno, o l’uno o l’altro, risultato? zampa + vita bassa=fine anni ’90, oppure, pantaloni stretti (perché c’è chi alla zampa proprio non ci vuole tornare) + vita alta = inizi anni ’90.

Il cast di Beverly Hills 90210 nei tipici vestiti di moda agli inizi degli anni '90

Il cast di Beverly Hills 90210 nei tipici vestiti di moda agli negli anni ’90

Ancora Beverly Hills 90210 non sembrano più così "fuori moda" questi abiti degli inizi anni '90

Ancora Beverly Hills 90210 non sembrano più così “fuori moda” questi abiti degli inizi anni ’90

Allora, avete capito dove voglio arrivare, ma andiamo avanti, continuiamo a supporre che verranno venduti i pantaloni a zampa, la tendenza dell’estate scorsa qual’era? si, il crop top, nessuno li avrà buttati dall’anno scorso, tutte ne avevano almeno uno e quest’estate li rimetteranno, quindi zampa+ crop top=anni ’90.

Pantaloni a zampa, crop top abiti metallizzati dai colori pastello, le Spice Girls negli anni '90 con le tendenze di quest'anno

Pantaloni a zampa, crop top abiti metallizzati dai colori pastello, le Spice Girls negli anni ’90 con le tendenze di quest’anno

Le Spice girls negli anni '90, ancora abiti metallizzati, pantaloni a zampa, maxi zeppe e crop top

Le Spice girls negli anni ’90, ancora abiti metallizzati, pantaloni a zampa, maxi zeppe e crop top

Ma torniamo al presente, alle sfilate con le collezioni primavera/estate 2015.

Who's Who spring summer 2015 ricorda molto lo stile di fine anni '90

Who’s Who spring summer 2015 ricorda molto lo stile di fine anni ’90

A-lab Milano spring summer 2015 felpe, minigonne e sneackers, si, anni '90

A-lab Milano spring summer 2015 felpe, minigonne e sneackers, si, anni ’90

E ora continuiamo con la nostra analisi, cos’altro accomuna tanto gli anni ’90 ai ’70?

Le faux fur, si andranno tanto di moda (anche se indossarle in estate non mi sembra consigliabile, eppure gli stilisti le propongono, quindi, non più solo in inverno ma utilizzatele in primavera e autunno) e inoltre, tornando agli anni ’90 continuerà il trend (già da me predetto lo scorso autunno) dei tessuti e accessori metallizzati e olografici e ancora le piume e le frange (cliccate sui link per leggere i vecchi articoli e saperne di più).

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Campagna pubblicitaria Stella McCartney primavera/estate 2015, come potete notare, borse cromate e abitino hippy in un’unica campagna pubblicitaria.

Ecco qui, invece una campagna pubblicitaria degli anni '90 di Gianni Versace

Ecco qui, invece una campagna pubblicitaria degli anni ’90 di Gianni Versace

Per capire che saranno gli anni ’90 i protagonisti basta guardare le teen agers, spesso loro lanciano tendenze più virali delle passerelle, torneranno le collanine effetto tatuaggio, i look ispirati a tenute sportive e anche le scarpe da ginnastica con zeppa, pur essendo quelle attuali molto più raffinate e sobrie, rimandano agli anni ’90, ma tornerà anche la tipica zeppa anni ’90, quella che ha la stessa altezza, avanti e dietro.

Stella McCartney ss2015

Stella McCartney ss2015

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Anche lo stile grunge, che da un po’ ha rifatto capolino, non apparterrà più solo agli alternativi e ai fan di sempre ma sarà moda e come sappiamo, il grunge è uno stile tipico degli anni ’90.

Antony Vaccarello ss2015, io lo definirei un grunge chic

Antony Vaccarello ss2015, io lo definirei un grunge chic

E poi, avete già dimenticato la collezione Moschino ispirata a Barbie, io l’ho notato subito, alcuni vestiti erano uguali a quelli delle “mie” Barbie, quindi, ai vestiti che la bambola indossava negli anni ’90.

moschino ss2015

moschino ss2015

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moschino ss 2015

moschino ss 2015

Barbie anni '90

Barbie anni ’90

La cosa che preferisco in questi periodi che io chiamo “di transizione” della moda, e questo 2015 lo è, è che vanno tante forme, tante proporzioni, e quindi ci si può sbizzarrire a creare look con quello che si ha nel guardaroba, magari con capi che non mettiamo da tanto, ma soprattutto ci si può dedicare alla ricerca del proprio stile.

Bando alle ciance, tirate fuori i vostri affezionati pantapalazzo e i jeans a zampa, frugate tra le cose delle vostre mamme e divertitevi a creare i vostri look, perchè la moda gira e prima o poi torna, bisogna solo essere bravi a capire quando.

 

Storie di una famiglia fashion

Più persone conosco che si occupano di moda, più storie e notizie leggo, più mi convinco di una cosa che, in fondo, ho sempre pensato, il buon gusto non si compra.

Coi soldi puoi comprare bei vestiti, anche un’istruzione su come abbinarli ma il buon gusto, lo stile, sono innati e allora io ringrazio la mia famiglia.

A volte, quando guardo abiti di haute couture penso alla mia nonna che non c’è più, Iolanda, si chiamava come me, lei era una sarta, era la sarta ufficiale del paese e la ricordo ancora quando col metro al collo tratteggiava i modelli col gesso sui tessuti.

La ricordo a cucire con la sua bella Singer, qualla tanto vecchia da essere antica, quella a pedale tutta in legno e metallo, bellissima. Quando ero bambina non capivo, non apprezzavo quell’oggetto e le dicevo sempre che avrebbe dovuto comprarne una elettrica come quella della mia mamma, che con quella avrebbe fatto più in fretta e lei mi rispondeva che con quelle non si trovava bene, che era troppo veloce, che non riusciva a controllare bene il pedale come faceva con la sua.

Ricordo ancora che non vedevo l’ora che completasse qualcosa in modo da poter prendere gli avanzi di stoffa e fare i vestiti alle mie Barbie, così, con i vestiti lunghi da sera che facevo avrei potuto giocare al red carpet.

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Papà mi racconta sempre che, nonostante loro non fossero una famiglia ricca, lui e i suoi fratelli erano sempre i bambini vestiti meglio di tutti e, diciamo che questa cosa un po’ se l’é portata.

Posso vantare un papà che è un esemplare raro, e cioè un animale da shopping, uomo, ed etero; me lo invidiano tutte.

Quando le mie amiche dicevano “sono andata a fare shopping con mamma” e io, “sono andata a fare shopping con papà” era sempre, stupore e poi invidia.

Lui sarebbe capace di intere estenuanti giornate a girare per negozi, l’importate è che possa fare una decente pausa pranzo, solo quello.

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E poi lui ha sposato la mia mamma, lei non lo sa me è sempre stata un’icona di stile, a volte guardo le sue foto o scovo tra vecchi vestiti capi favolosi, come un tailleur pantalone blu di Valentino o un completo in seta e con ricami in lurex che ancora custodisce gelosamente, e la sua pelliccia, che lei non usa da tanto ormai e che comprò ingenuamente, mi disse un giorno “andavano di moda, all’epoca non eravamo informate sulla crudeltà, tutte ne volevano una” e Rihanna l’anno scorso durante le feste natalizie ne sfoggiò una uguale alla sua.

Lei dice che quando era ragazza non c’era il benessere e soprattutto il consumismo di adesso e quindi aveva pochi pezzi, un paio di gonne, due o tre magliette o camicette, un pantalone e un paio di golfini erano il suo guardaroba, ma guardando le sue foto era vestita sempre bene, sempre in modo particolare.

Lei ha molto stile, il bello è che non lo sa, infatti quando va in giro per negozi vuole sempre che io l’aiuti ma la verità è che quando è lei a consigliare me non sbaglia mai.

La mia mamma comprava scarpine e vestitini assurdamente belli per me e mia sorella ma non ce li metteva quasi mai perché amava farci stare comode e così andavamo a scuola con le famose tute colorate di Benetton e scarponcini caldi e comodi in vera pelle.

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Poi c’è la mamma della mia mamma, Antonietta, che ho sempre chiamato nonna Tetta, ricordo che da bambina, quando veniva a fare spese con noi per me era un incubo, chiedeva continuamente se i vestiti che sceglievo fossero di cotone, lei è allergica a molti tessuti sintetici, come me.

Crescendo però, piano piano, ho iniziato a capire quanto lei fosse fashion.

A parte che veste sempre in modo impeccabile ancora oggi, ma, i regali che si faceva fare da nonno quando erano fidanzati consistevano in guanti, foulard e ombrelli, insomma, tutti accessori molto chic.

Qualche anno fa, credo estate 2009, le tute ancora non le indossava nessuna, parlo delle tute intere top e pantalone, non delle tute sportive, io dovevo andare ad una comunione, ne vidi una ed essendo una novità mi colpì subito, la provai e nonna disse subito “prendila, sembra un abito da sera” e infatti, quest’anno le tute sono state sdoganate anche sul red carpet da Lanvin e dall’estate scorsa le producono tutti i brand low cost. Insomma, la nonna prevede pure le tendenze.

Quando acquistai il mio primo foulard glielo stavo mostrando e lei mi chiedeva “è quadrato?” e io, che lo avevo acquistato solo perché mi piaceva la fantasia non ci avevo fatto caso se lo fosse oppure no, per fortuna lo era, solo dopo ho collegato Hermès-Carré, Carré-Quadrato, ecco spiegato tutto, lei si che ne capisce di cose chic, il vero foulard deve essere quadrato, altrimenti è una stola o qualcos’altro.

un carré di Hermès

E io? io vi ho già raccontato dei sandali dorati che ho preteso per ogni estate tra i due e i sette anni, vi ho già raccontato dell’abito con le rose blu che portai con me in negozio per scegliere le scarpine della giusta tonalità di blu a soli 4 anni, non vi ho raccontato però l’aneddoto del cappello.

Andammo a fare shopping per me, la maggior parte delle cose le sceglieva mamma, mi scelse una scamiciata invernale in tweed blu scuro con quadretti fini bianchi, vidi che in negozio c’era un cappello coordinato, un basco, il cappello però era venduto separatamente e forse costava più del vestito, non vollero comprarmelo e io piansi per tutta la notte e tutto il giorno seguente, non lo avevo mai fatto prima e non l’ho mai più fatto per nient’altro (tranne che adesso che sono grande con le scarpe, non piango ma ci penso per notti intere quando ne desidero un paio), risultato, papà la sera dopo tornò da lavoro col cappello e io lo conservo ancora anche se non mi sta più.

Insomma, io a parte essere capricciosa e sempre disposta a comprare cose nuove, ho anche un altro aneddoto da raccontarvi, più che un aneddoto è il motivo che mi ha spinto verso il mondo della moda, l’illuminazione che mi ha fatto capire che io un po’ ci sono portata.

Andavo ancora alle scuole superiori, era febbraio e a febbraio si è ormai stufi dell’inverno, a me a febbraio viene una gran voglia si mare, sandali e minigonne, quella mattina non ero andata a scuola e pensavo proprio a quando sarebbero arrivate le cose primaverili nei negozi, ero annoiata di vedere sempre le stesse cose, pensai a un paio di sandali, li disegnai e dissi “quest’estate ne vorrei un paio così”, disegnai il modello e immaginai sopra una bella placchetta oro cromata per dargli luce, a fine marzo, eccoli lì, erano in vetrina, erano della Guess ed erano uguali al mio disegno, o meglio, uguali a come li avevo immaginati, li comprai, li ho usati tantissimo, li ho conservati e forse quest’anno li riprenderò perché mi sa proprio che torneranno di moda.

sandali dorati

Sfogliando Vogue, insicurezza e “cosa mi metto?”

Stavo sfogliando Vogue di novembre qundo mi imbatto in un articolo che parla di un nuovo libro sulla moda.

Il libro si intitola “Woman in clothes: why we wear what we wear”, di Sheila Heti, Heidi Julavits e Leanne Shapton, l’articolo è di Gianluigi Ricuperati.

Dell’articolo mi hanno colpita due frasi, quella di apertura

La moda è un passeggero urgente. Un vestito è per oggi. Vestirsi è per sempre.

e quella di chiusura

…un sussudiario illustrato della gloria e dell’insicurezza, sostanze femminili-universali-umane.

Ecco, la prima la condivido, la seconda mi ha fatto riflettere, nell’articolo si parla di “nevrosi della grande domanda quotidiana: che cosa mi metto oggi?” e poi di insicurezza.

Da sempre, il “che cosa mi metto oggi?”, la frequenza di cambio di immagine o di stile, il tentativo di seguire la moda, la convinzione del non avere niente da mettere (nonostante armadi che stanno per esplodere) sono stati considerati tutti segnali di insicurezza.

Io, invece, mi sono detta, una donna che vuole apparire al meglio non ha “niente da mettere” proprio perché sa quello che vuole e sa di non averlo, perché vuole esprimere la sua sicurezza stando al passo con i tempi, vuole esprimere se stessa e la sua personalità mostrando con l’abbigliamento quello che ha dentro.

Gli abiti, spesso sottovalutati, sono un mezzo di comunicazione, di espressione.

“L’abito non fa il monaco”, si dice, e infatti è vero che, ad esempio, una persona ben vestita non necessariamente è una brava persona o una persona con abiti firmati non è detto che sia più ricca di una con abiti da centro commerciale, su questo non ci piove, però, lo stile, la tipologia dei modelli scelti, il colore, gli accessori dicono molto di una persona e chi non ha paura di mostrarsi è senza dubbio una persona sicura di se.

Voi cosa ne pensate?

xoxo

Fashion blogger e modelle, tutte pazze per la moda dei “senza tetto”

Di solito, a me non piace parlare di cose di cui stanno già parlando tutti, non mi piace nemmeno criticare le persone, però, a tutto c’è un limite.

Lo hanno definito scialle, poncho, mantella, coperta da indossare, must have di stagione, rimedio contro il freddo, assolutamente da copiare, e poi ancora, hanno cercato la versione economica per copiare il look.

Ecco a voi, la nuova moda del momento che ha fatto impazzire super modelle e fashion blogger influenti, inspirata direttamente allo stile dei clochard.

Non so, avete presente chi non ha una casa, non ha un cappotto, non ha niente, ecco, basta sborsare più di 1000 euro per somigliare a loro.

Cara Delevigne

Cara Delevigne

Sarah Jessica Parker

Sarah Jessica Parker

Olivia Palermo

Olivia Palermo

Chiara Ferragni

Chiara Ferragni

Chiara Ferragni

Chiara Ferragni

Io non voglio toccare un tema così delicato come quello dei senzatetto, però, c’è da dirlo, loro, secche secche (cioè molto magre), con queste coperte addosso li ricordano molto.

Insomma, è in momenti in cui spopolano mode del genere che si capisce benissimo che firma non è  certo sinonimo si stile.

xoxo Iolanda