Ecobio, solo una moda passeggera o una grande rivelazione?

Ciao a tutti, oggi vorrei parlare di un tema, importantissimo per carità, che ultimamente è diventato “di moda” grazie a famose youtuber e blogger, l’Ecobio, ne ho seguita una in particolare in questi giorni, poi ho letto pareri di esperti, pro e contro ed ecco cosa ne penso e come ho deciso di comportarmi.

Premetto che non sono un’esperta del settore, il mio è un parere da “consumatrice” e spero di leggere anche i vostri pareri nei commenti.

Andiamo con ordine, per ecobio si intende tutto ciò che è ecologico e biologico, quindi, prodotti naturali, ottenuti da processi non inquinanti che, appunto, non danneggino né il consumatore né l’ambiente, possono essere sia prodotti alimentari che cosmetici o ancora per la pulizia della casa e di molti altri generi.

Introduciamo anche un altro termine di cui si parla molto, e cioè l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients)  l’inci di un prodotto non è altro che la lista degli ingredienti scritta secondo denominazione internazionale, per legge gli ingredienti devono essere riportati in ordine partendo da quello presente in percentuale maggiore fino ad arrivare a quello in percentuale minore, di conseguenza si riesce a capire anche come è più o meno “formulato” un prodotto.

Parleremo in questo post di ciò che riguarda la bellezza, quindi in particolare di prodotti per la cura del corpo, la pulizia personale e make up.

Nel web si trovano vere e proprie liste di ingredienti dannosi, con conseguente invito ad evitare tutti i prodotti che li contengono, per contro si trovano anche articoli che spiegano come molti di questi ingredienti rendano i prodotti più performanti o ne permettano la conservazione.

Ad esempio, gli ingredienti più “famosi” da evitare sono siliconi e parabeni, il problema è che, il consumatore che non è addetto ai lavori non sa riconoscerli in una lista di ingredienti, non sa appunto leggere l’inci.

Ora, apparentemente, scaricando una di queste “liste nere” e portandosela dietro al supermercato e in profumeria e mettendosi con pazienza a leggere gli ingrediente è facile evitare tutti i prodotti dannosi. Io però non credo sia così semplice e non mi fido ciecamente, prima di tutto, per ogni singolo componente io vorrei sapere perchè è da evitare, in modo da scegliere liberamente, cioè, se qualcosa è sulla lista solo perché non è naturale ma è ottenuta chimicamente a me non importa, purché non sia dannosa per la mia salute.

Altra questione è: quando questi ingredienti “dannosi” sono effettivamente necessari? ma quali danni ci recano? e soprattutto quali fanno male a noi direttamente e quali indirettamente inquinando l’ambiente?

Oltretutto, pur avendo una lista, non essendo “addetti ai lavori”,anche se imparassimo a conoscere i nomi degli ingredienti e quindi a riconoscere con cosa è fatto un prodotto comunque non sapremmo leggere fino in fondo l’inci non conoscendo come quegli ingredienti andrebbero formulati tra loro.

Io penso che per poter scegliere liberamente un prodotto c’è bisogno che tutto questo sia chiaro e trasparente, anche se, un altro quesito mi viene in mente, ciò che è naturale veramente non è dannoso?

Io ho i miei dubbi, nel senso che, se io compro un prodotto 100% naturale, chi mi garantisce che l’agricoltura delle piante dalle quali sono stati estratti i principi attivi è effettivamente biologica? chi mi garantisce che non siano state trattate con pesticidi o altro? O meglio, chi mi garantisce che non sia quella stessa pianta dannosa per me, e poi ci sono tanti veleni in natura.

Poi c’è la questione allergie, io fatico a trovare prodotti ecobio adatti a me perché i loro conservanti spesso mi causano allergie ed è un problema comune da quanto ho letto, se devo avere una reazione allergica preferisco un prodotto con un po’ di silicone, almeno è antibatterico e anallergico.

Oltretutto, ci sono anche i prodotti con confezioni ingannevoli, ad esempio, ero al supermercato qualche giorno fa, vedo uno stand di prodotti a base di estratti di piante, le confezioni dicevano che il cartoncino dell’imballaggio era riciclato, parlava di piante, parlava di naturale al 100%, poi, prendo la confezione di una crema mani all’aloe vera, leggo gli ingredienti, piena di silicone, che me ne faccio del cartone riciclato e bio se poi il prodotto non lo è?

Poi ancora c’è la questione dei diversi tipi di silicone, pesanti, volatili, insomma, se bastasse portarsi dietro una lista saremmo tutti dei chimici.

In realtà esiste una certificazione riconosciuta che è quella dell’ICEA (Istituto certificazione etica ambientale) ma ancora io non ho visto prodotti in giro con questo marchio, e nemmeno ne avevo mai sentito parlare prima di documentarmi per questo articolo, aspetteremo per vedere come decideranno di comportarsi le aziende.

Intanto io ho deciso di comportarmi in questo modo, il silicone non lo eliminerò completamente, prima di tutto perché in alcuni prodotti trovo sia indispensabile, come ad esempio la crema solare, altrimenti si scioglierebbe al sole e non potrebbe proteggerci, lo trovo utile anche in alcune creme mani che uso solo durante i periodi più freddi perché appunto, creando uno strato le protegge, lo stesso vale per le labbra.

Ovviamente è molto importante che il silicone sia in bassissima percentuale, quindi controllo sempre che sia verso la fine degli ingredienti, vi dico la verità i miei prodotti più costosi, quelli che continuo a comprare da anni sono proprio così, non hanno alcun ingrediente dannoso e poi hanno il silicone verso la fine.

Una cosa però ho notato del silicone, crea dipendenza, noto che di alcuni prodotti, una volta che la pelle si ci è abituata poi non ne posso fare a meno, e fa dilatare i pori, quindi vorrei eliminarlo dai prodotti viso ma non riesco a trovare una crema che sia abbastanza confortevole per la mia pelle grassa e spessa.

Un prodotto, invece, che sto comprando senza silicone è lo shampoo, trovo sia inutile sui capelli, non fa altro che appesantirli, per renderli lucidi semplicemente faccio l’ultimo risciacquo con l’acqua fredda.

Siccome ho i capelli grassi, ho trovato un rimedio poco costoso che mi permette di tenere il sebo a bada, invece di lavare i capelli con lo shampoo assoluto lavo i capelli con una noce di prodotto mischiato ad un cucchiaino di bicarbonato e mezzo cucchiaino di curcuma (la spezia che uso in cucina), mi trovo molto bene.

Per quanto riguarda la maschera ristrutturante ho iniziato ad usare l’henné neutro (quello che non colora) con cui faccio degli impacchi. Non compro più cristalli liquidi o mix di oli al supermercato o in profumeria ma compro oli naturali al 100% spremuti a freddo in erboristeria come ad esempio quello di ricino che uso per unghie ciglia e sopracciglia e quello di semi di lino per i capelli, ma ce ne sono tantissimi ed ognuno si potrebbe usare per uno scopo diverso, basta chiedere in erboristeria.

Lo struccante ho iniziato a farlo in casa, ho apportato alcune modifiche alla ricetta di Carlitadolce.

Infine, per il make up uso sempre lo stesso, non è ecobio ma ci sto comunque attenta, amo quelli minerali, prediligo case cosmetiche cruelty free e sto attenta che non ci sia niente di tossico, per quanto riguarda i fondotinta liquidi, che sono quasi tutti a base di silicone, cerco di usarli il meno possibile, solo in rare occasioni e prediligo il fondotinta minerale in polvere.

In conclusione, non vivo ecobio ma cerco di stare attenta alla salute, e voi?

keepcalmgreen

Fashion Blog e pubblicità

Si sa benissimo, senza soldi non si fa niente, (eccetto questo blog), tutti ne abbiamo bisogno, anche a chi non ne ha bisogno fanno sempre comodo e non si vive mangiando i “mi piace”, premesso questo importantissimo e spesso sottovalutato concetto, oggi vorrei parlare di un mezzo di finanziamento dei fashion blog, i partner o sponsor.

Ecco, a me, a volte, ci sono collaborazioni che fanno tanta tristezza, cioè, non è per parlare male di chi riceve molti regali o di chi guadagna bene col proprio blog (anzi, vorrei farlo anche io), il concetto è un altro, in giro, si vedono blogger “semifamose”, sponsorizzate da brand ancor meno famosi che si ritrovano il blog che somiglia al vecchio Carosello, si ritrovano ad andare agli eventi con quella maglia misto-acrilico che proprio non c’entra niente con loro o con l’occasione e si ritrovano a dover indossare scarpe di plastica o al contrario, indossare una pelliccia che non avrebbero mai comprato, solo per poi fare la foto e taggare quel determinato brand sui social.

Non sto parlando di blogger come la Ferragni, facile bersaglio di tutti e ormai troppo famosa per poter rientrare in questo discorso (insomma per lei è troppo tardi), sto parlando di ragazze che gestiscono splendidi blog tutte da sole, che hanno molto talento nella scrittura e buon gusto nel vestire, sto parlando di ragazze in gamba che per qualche regalo o misere somme si ritrovano a dover stravolgere il loro lavoro o addirittura a ridicolizzarlo, a nascondere il proprio stile e il gusto personale.

Io non sono contraria alla pubblicità sul blog o ad avere dei partners, anzi, sono molto favorevole, ma, come per tutte le cose ci devono essere delle condizioni,ecco qui quelle che reputo importanti:

  • prima di tutto il partner deve essere legato agli argomenti trattati nel blog, ad esempio, non avrebbe senso su un beauty blog l’inserzione di un gommista, questo andrebbe a scapito dell’immagine del blog e degli affari dell’altro;
  • seconda cosa, la filosofia del brand deve essere compatibile con gli ideali del blogger in modo da evitare situazioni del tipo “amo questa nuova borsa in pelle marca X” in una didascalia di una foto seguito da articolo su quanto sia importante scegliere l’ecopelle.
  • terzo, possibilmente i brand sponsorizzati dovrebbero essere gli stessi utilizzati dal blogger o magari brand che indosserebbe.

Penso che questi passi siano fondamentali perché non rispettandoli si passa dall’essere blogger ad essere semplicemente un media, un modello/a, ma questi sono altri lavori.

Ora, non dico che se amate Chanel dovete accettare o pretendere solo partners “di lusso”, ma nemmeno potete dire amo Chanel e poi vestire ai franchising del Centro Commerciale con capi Made in China perché allora non amate affatto Chanel.

COERENZA

Buon Week end

Forse non tutti sanno che…curiosità sul mondo della moda 4

Tornano i miei amati articoli con piccole curiosità che non tutti conoscono, eccovene altre nuove tre, e per chi si fosse perso le precedenti eccovi i link 1, 2, e 3.

Cominciamo:

La famosa giacca Chanel, imitatissima, senza colletto o bavero, minimale e lineare con 4 tasche sul davanti, nacque nel 1954, quando madame Chanel aveva ormai 71 anni.

La giacca, da decenni simbolo incondizionato di femminilità, si ispira in realtà a un taglio di giacca maschile ed era pensata per dare libertà nei movimenti, grande novità per la moda di allora.

giacca chanel anni 50

giacca chanel vintage

A model displays 22 October 1990 in Paris a white/

giacca chanel oggi

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Parliamo ancora di giacche e sfatiamo un mito, quando si parla di Armani una delle prime cose che viene in mente è “classico”, in realtà, Giorgio Armani ha rivoluzionato molte cose, prima di tutto la giacca, in gergo si dice che l’ha destrutturata, in pratica ha tolto imbottiture e supporti e ha modificato taglio e posizione dei bottini in modo da rendere una giacca, originariamente maschile e con una precisa struttura, un capo morbido che potesse accompagnare i movimenti del corpo femminile, la giacca, quella morbida e comoda, senza spalline, di cui tutte ne abbiamo almeno una nell’armadio, in pratica l’ha inventata lui.

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Il trench coat Burberry è ormai un capo basic dei nostri guardaroba, forse non abbiamo l’originale, ma chi non ha un trench.

Molti, però, non sanno che, come la maggior parte delle cose di uso comune oggi e tutte le più grandi invenzioni,  è nato per uso militare.

La vera “invenzione” però è il tessuto con cui viene confezionato, il gabardine, in questo caso gabardine di cotone, lo inventò Thomas Burberry nel 1879 ed è caratterizzato dal fatto che i fili di ordito (quelli che formano il tessuto insieme alla trama) hanno una densità doppia rispetto ai fili della trama, questa particolarità rende il tessuto impermeabile e antivento.

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La post shatush era, tendenze capelli 2015

Su Vogue l’hanno definita la “post shatush era”, perché si sa, quando ci stanchiamo di qualcosa che ha fatto molta #tendenza ci ritroviamo tutte alla ricerca di qualcosa di nuovo, anche se, non sappiamo bene cosa.
Ad illuminarvi ci penso io, basta con ombrè e sfumature varie. l’unico effetto che continuerà ancora a fare tendenza per un po’è il bronde, (cioè brown + blonde, il mio stato attuale), per il resto, lo dice sempre Vogue e gli esperti hairstylist da loro interpellati, la vera, nuova tendenza sarà la “tinta finta”, cioè quella tintura come si faceva anni fa, tutta a tinta unita, visibilmente innaturale, non vibrante, non tridimensionale, insomma, hair stylist, a riposo, smettete di impegnarvi e tornate al passato, perché il futuro è il total hair color. fidatevi.

My street style: february 2015

my street style

Questo outfit è rappresentativo, nella realtà il mio è un total look Guess, fatta eccezione per le scarpe, le mie sono di Sportmax.
Nella realtà il mio coat è più avvolgente e col collo a scialle, maglia e blusa sono cucite tra loro e il jeans è skinny con borchiette e strass ma senza strappi , la borsa è in ecopelle, modello simile, senza tracolla e ha due tasche piccole applicate sul davanti.

La mia Milano Fashion Week

Da poco si è conclusa la Milano Fashion Week, ahimè, io l’ho trascorsa a casa, ma, in diretta streaming.

Per questa fashion week, ho appunto deciso di fare un esperimento, dovendo rimanere a casa, e sapendo comunque che avrei seguito le sfilate via Internet mi sono imposta di recensirle brevemente e pubblicarle in tempo quasi reale.

Ogni giorno postavo 4 articoli, ognuno con 3 sfilate e 3 foto per ogni sfilata, specifico ora, anche se avrei dovuto farlo prima che non ho scelto le foto dei miei look preferiti ma sceglievo le tre foto prendendo quelle che reputavo più significative e più rappresentative della collezione.

Risultato? Il primo risultato è che non sono riuscita ad andare fino in fondo, mi mancano le sfilate dell’ultimo giorno e del penultimo giorno ho ancora qualche sfilata in bozza, come ad esempio quella di Dolce & Gabbana.

Cosa penso di questo mio lavoro svolto? Credo proprio che non si ripeterà più, ho fatto tutto in fretta e non ho avuto alcun apprezzamento per aver offerto review quasi in tempo reale, forse perché, molti che leggevano nemmeno si rendevano conto della velocità di pubblicazione.

Inoltre mi sono annoiata perché non ho scelto io le sfilate di cui parlare, io infatti, di solito non parlo delle sfilate, o comunque lo faccio solo quando lo reputo importante, e cioè, quando mi piacciono particolarmente o quando non mi piacciono per niente o magari quando fanno discutere tutti.

L’unica cosa bella è stato guardare le sfilate in streaming, è sempre piacevole visto che si vede tutto bene e in tempo reale comodamente da casa.

Per il resto, il mio blog tornerà alle origini, ripeto, questo era un po’ un esperimento, riprenderò ad occuparmi di beauty, discuteremo un po’ di ecobio, e poi, riprenderò a parlarvi dei miei outfit riproducendoli con Polyvore (non ho il fotografo mi arrangio così), e ho ancora in serbo tante novità, curiosità e consigli e soprattutto parleremo di nuovo di STILE più che di MODA.

Happy.

xoxo Iolanda

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